
Le tragedie ci travolgono e si fanno insopportabili. Giorno dopo giorno vengono sperimentate forme inedite di orrore e l'intero pianeta diventa spettatore di un agghiacciante teatro-verità. La spettacolarizzazione dell’orrore sembra spingerci in una “dissolvenza dell’umano” che rischia di assuefarci o di portarci all’oblio. Qui il teatro ritrova la sua necessità e la sua funzione di testimonianza. Il teatro è l’incontro delle persone, un luogo in cui è possibile cercare anche altre verità. Il teatro fa bene. Non solo perché ha il coraggio di guardare questo mondo negli occhi, ma anche perché ha la capacità di spingersi oltre, verso quel crinale che ci avvicina alla verità dell’anima. E questo oltre ce lo racconterà Marco Baliani in apertura di stagione con il suo progetto necessario con i bambini di strada di Nairobi. Questa 17a stagione si avvicina al mondo con lucidità traducendo gli orrori in domande: Yolande Mukagasana (attrice, sopravvissuta Tutsi) ricostruendo brandelli di verità ci porrà la domanda più tragica nella serata Focus Rwanda (maledetta Africa!). Sempre enigmatico ma intimo e furente d’amore invece il crudo Armati mio cuore di Franca Graziano sulle madri assassine seguito da un incontro con Renata Pisu sull’infanticidio nelle culture orientali. Per fortuna i sospiri amorosi di Grazia Deledda ne Il paese del vento del Teatro Akroama allieteranno le furie omicide. Enigmatica e affascinante la performance Before the dawn (Prima dell’alba) della giapponese Yumiko Yoshioka, fra le massime esponenti al mondo di danza Butoh femminile che affiancherà allo spettacolo un Laboratorio di tre giorni. Presenza enigmatica e magnetica quella di Giovanni Lindo Ferretti che in una serata per Romanengo passerà in rassegna alcuni testi e liriche che ispirano il suo lavoro di poeta e musicista. Ma il teatro sarà anche memoria con le storie dei minatori emigrati in Belgio raccontati in Italiani Cincali del giovane Mario Perrotta che continua la tradizione dei grandi narratori ricordandoci quando gli albanesi eravamo noi. Non di memoria invece ma del presente sfruttamento umano (cosi simile purtroppo al passato) in Motelagip Millestelle degli Armamaxa a Romanengo in anteprima nazionale. La stessa umanità immigrata, questa volta però sul marciapiede, che ritroviamo nelle Anime Schiave per la regia di Beppe Rosso. Discorso a parte invece con Piccolo Parallelo presente in stagione con due spettacoli. Il mio Prometeo di Eschilo in Prima Nazionale riscritto da Enzo Cecchi e l’evento di fine stagione Opera Sette, una trama apocalittica per quattordici attori che verrà rappresentata in un luogo segreto. Ma il teatro è anche risata, ironia e leggerezza che si gusteranno nel cabaret/tragico La nave fantasma di Bebo Storti e Renato Sarti e nel Kitsch Hamlet, l’Amleto in sit-com calabrese di Scena Verticale. Molti spettacoli vedranno le donne come protagoniste, a una donna è pure lasciato il concerto di apertura. In un’unica data italiana la bella e coinvolgente Sissy Atanassova, regina della “cialga” e delle notti bulgare, con cinque musicisti e due danzatrici del ventre ci farà muovere i fianchi, gesto scaramantico e benefico di questa diciassettesima Stagione.
GianMarco Zappalaglio