CANINA LA NOTTE
Improbabile storia di due vampiri svampiti

di e con: Marco Zappalaglio - Enzo G. Cecchi - Giuliano Bontadini


E' improbabile imbattersi in un vampiro (addirittura due) e farsi accompagnare nel grande zoo notturno tra coca-cola e "rifiuti umani" fantasmi e spezzoni d'America nei sobborghi di una grande città; noi ci abbiamo provato..

"Questo spettacolo forse sconclusionato in cui comico, patetico,assurdo e malinconico si intrecciano, probabilmente è anche tirare fuori con allegria un malessere non solo personale. Anche se inizialmente si voleva parlare di mass-media e di miti che bombardano e sconvolgono l'individuo, in seguito abbiamo puntato più sul fantastico lasciando che la tesi originale si infiltrasse nello spettacolo senza volerla analizzare troppo. Personalmente, forse perché non riesco ancora a scindere fra ciò che sono io e ciò che rappresento in scena, ho lasciato scaturire dai miei personaggi questo malessere non prettamente personale ma un malessere sociale determinato da tanti fattori che ci si potrebbe sbizzarrire in lunghissime analisi. Non è fatalismo anche se appena suona la sirena ed incomincia ad albeggiare i vampiri dovranno abbandonare il campo; è la consapevolezza, mista a rabbia e presunzione che aldilà dei voli della fantasia e della quasi raggiunta follia esiste una realtà più o meno facile o dura da affrontare".
Enzo Cecchi

"Volevo dapprima togliere il mio vampiro dal mondo romanzato della letteratura e farlo rivivere nel tempo dei mass-media, non più succhiatore di sangue, ma consumatore. Man mano che il lavoro proseguiva mi accorgevo però che il mio vampiro più che consumare preferiva lasciarsi trascinare dall'immaginazione. Gli oggetti trovati in scena sono il pretesto per spostare il discorso non più sul consumismo, argomento ormai "consumato" dagli stessi media, ma su figure, stereotipi e comportamenti creati dal cinema e dalla televisione…….Così i pezzi di musica americana, colonna sonora del nostro tempo, più che da accompagnamento servono principalmente a me per caricare ancora di più l'azione che stò realizzando. L'incontro con le altre figure della notte si rivela per il mio vampiro quasi sempre perdente. La sirena della fabbrica è il momento di disincanto che riporta il vampiro al su destino e me a ricordare che quello che ho fatto non era soltanto finzione.
Marco Zappalaglio






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